Richard Stallman a Foggia: impressioni

Reconto dell'intervento di Stallman a Foggia

RMS durante il talk a Foggia.

Come ho scritto qualche post fa, le cose accadono, per caso, improvvisamente. Ed è proprio così che son venuto a sapere che RMS avrebbe tenuto una lectio magistralis (o come piace dire a noi geek, un talk) nel liceo classico Lanza di Foggia. Come ho raccontato ai miei giovani amici in treno, quando cominciai ad usare sistemi GNU/Linux, mai avrei immaginato un giorno di poter incontrare di persona RMS. Eppure, succede.

L'aula magna del liceo Lanza è veramente imponente, anche il servizio d'ordine a cura degli studenti è stato notevole. Molto francamente, è stato un peccato che si sia dovuto procedere a 15 minuti di ringraziamenti, convenevoli e campanilismi da parte di una discreta quantità di docenti, prima di poter sentire RMS parlare.

Ed è stato un peccato anche dover assistere all'inizio del talk a scortesi richieste di traduzione, che hanno interrotto l'introduzione di Stallman, irritandolo non poco.

Però, insomma, ne è valsa la pena. In realtà ciò che ha detto RMS non è stato molto di più di quanto non sia già riportato nei suoi libri, alcuni dei quali disponibili anche in italiano. Però ciò che colpisce maggiormente è la determinazione di un uomo che crede realmente in ciò che fa, e grazie al quale buona parte degli strumenti liberi che abbiamo dal punto di vista software ha avuto origine. Insomma, per chi non ha mai letto niente della filosofia di RMS, un suo talk è imperdibile, almeno per i contenuti. Per chi già lo conosce, è ugualmente imperdibile, per lo spirito di lealtà, onestà e rettitudine morale (su ciò che riguarda il software libero, ovviamente!).

Critiche allo stato delle cose? Ce n'è per tutti: per Skype, per Flash, per Apple, Microsoft e alcune altre situazioni che non riesco a ricordare. Ma di fondo, la guerra portata avanti dalla FSF è sempre la stessa: esistono produttori di software che utilizzano software libero senza rispettare le condizioni di licenza (ad esempio, senza notificare nel manuale o nella confezione che parte del software impiegato è rilasciato sotto licenza GNU o senza rilasciare il codice sorgente); oppure esistono situazioni in cui il controllo sul software viene effettuato anche quando bisogna cambiare la batteria al dispositivo (è esattamente ciò che fa Apple con l'iPod). O ancora, esistono i DRM, e questo è un capitolo a parte, ma che mette comunque a rischio la libertà di scambio/condivisione dell'informazione. Qualche piccolo rischio tocca anche agli utenti Ubuntu, è sempre bene tenere gli occhi aperti ai pacchetti proprietari (a proposito, installate questo)!

Esiste un interessante ventaglio di possibili violazioni della licenza GNU e di minacce alle nostre libertà personali. Ed una delle cose che più mi ha colpito di RMS è la sua totale americanità: da alcune sue espressioni ho percepito a pelle la delusione e la rabbia di un cittadino americano che è cresciuto negli USA in cui venivano garantiti a tutti i propri diritti e libertà, e ha visto lentamente trasformare la propria patria in un deserto dei DRM e di software proprietario. Credo che se fosse un po' più esibizionista, RMS si sarebbe fatto tatuare la statua della libertà sulla schiena :)

Ci sarebbe tanto da dire ancora, ma vi lascio con un paio di impressioni:

  • La filosofia del software libero è come il riciclaggio ed il rispetto dell'ambiente: è una buona abitudine quotidiana. Utilizzando ogni giorno solo software libero si entra in una sfera di normalità, esattamente come buttare le bottiglie in plastica nel bidone della plastica ed i vecchi giornali in quello della carta; diventa talmente un'abitudine che non ci si fa più neanche caso, e non si avverte più il peso ne la noia del gesto stesso. Lo stadio finale è che si è talmente abituati a utilizzare strumenti liberi (o a fare il riciclaggio) che diventa impensabile pensare di non doverlo più fare.
  • La seconda considerazione è una nota di buon umore: il pubblico di Stallman era meravigliosamente variegato, composto da studenti delle scuole superiori come da universitari, da professori così come da professionisti, da metallari tatuati e piercingati a nerd con la maglia della propria distro GNU/Linux preferita. Cosa significa questo? Semplice, che la libertà del software, in un mondo in cui per gran parte delle nostre azioni quotidiane è necessario utilizzare un programma (sia esso per mandare email, per lavare i panni o guardare un film) è trasversale all'età, all'estrazione sociale a alla formazione. La libertà del software è come il trattato internazionale sui diritti umani: dovrebbe essere garantita ad ogni individuo dal momento della nascita.

Per concludere, ringrazio pubblicamente tutti quelli che hanno contribuito ad organizzare l'evento, i volontari del Lanza ed in primis Flavio Tisi, che ha contattato RMS e le istituzioni che cominciano ad aprire gli occhi e spalancare le orecchie alle novità del software libero :)